C’è l’ok di Zuckerberg: si potrà citare a cazzo Bukowski anche senza il selfie a culu i gaddina

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Musu I gaddina o musu I ciucciu? Mah
Culu I gaddina o culu I ciucciu? Mah

C’è l’ok di Zuckerberg: si potrà citare a cazzo Bukowski anche senza il selfie a culu i gaddina

Mark Zuckerberg raccoglie finalmente l’invito di esperti del campo scientifico di tutto il mondo, secondo i cui studi antropologici anche sui social è in realtà possibile scrivere citazioni di filosofi e/o scrittori senza l’assoluta necessità di aggiungere alle stesse un selfie con le labbra a culo di gallina. E’ stato dimostrato, infatti, che non vi è alcuna correlazione tra le due cose. Dimostrata invece la correlazione fra la dimensione del suddetto culo della gallina e la scarsa conoscenza delle opere degli intellettuali citati alla cazzo, che pure non sono mai perfetti sconosciuti, e se sono sui libri un motivo ci sarà.

Musu I bedda gaddinella
Musu I bedda gaddinella

La ricerca è stata avvalorata, conducendo dei test su cavie umane di elevato QI e con una cultura al di sopra della media. Lo studio osserva come queste persone, mentre citano autori di grande spessore e rilievo, non assumono pose ridicole, né tanto meno sui loro volti sono visibili espressioni simili a quelle che ritroviamo spesso sui social, in cui alla citazione è sempre abbinata una faccia dalle sembianze innaturali e quasi aliene. Si tenta di capire, pertanto, se coloro i quali sono soliti postare le proprie facce in pose improbabili, accostandole a frasi di autori famosi, ne abbiano davvero colto il senso o se quei visi rivelano proprio la loro perplessità e la difficile comprensione rispetto ai testi e agli aforismi citati.

Uomini allo sbando. A sto punto, meglio i risvoltini
Uomini allo sbando. A sto punto, meglio i risvoltini

Si è ancora in attesa risposte ai suddetti interrogativi. Nell’attesa, “mussi i gaddina” e “mussi i ciucciu”, continuano a dilagare su Facebook, Instagram e su tutti i social in associazione a frasi di Bukowski o di Baudelaire, spesso “riportati” indifferentemente dal momento che hanno lo stesso nome. Un dato sorprendente chiude la ricerca: se nella frase di Bukowski c’è un grave errore di grammatica, ma la frase è accompagnata da un selfie fatto in bagno allo specchio da una sedicenne in canottiera traforata e minislip, solo  il 2% degli intervistati si accorge dell’errore di grammatica.

Una duck face con duck incorporata
Una duck face con duck incorporata

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