Referendum, Prodi si schiera: “Con il SI lavoreremo sei giorni di meno”

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Referendum, Prodi si schiera: “Con il SI lavoreremo sei giorni di meno”

Il Professore scende in campo. Come era facile immaginare, Romano Prodi si è espresso in favore del SI al referendum per la riforma costituzionale in programma fra pochi giorni. “Con la vittoria del SI lavoreremo sei giorni di meno alla settimana, alcuni anche sette” ha dichiarato Prodi, “e guadagneremo… ecco, guadagneremo in salute, tranquilli. Meno sbattimenti, basta alzarsi all’alba per prendere treni carichi di pendolari con i loro batteri, pranzeremo a casa invece di spendere 5 euro per un tramezzino rancido pieno di prosciutto cotto saturo di polifosfati, basta sofferenze per pagare le rate del mutuo per la casa, anzi proprio basta casa, insomma tutta un’altra vita”.

referendum-scheda

L’endorsement dell’ex primo ministro segue di poche ore altre importanti prese di posizione per il voto a favore della riforma. Solo pochi giorni fa Pierferdinando Casini aveva pubblicamente manifestato la posizione sua e del suo movimento, gridando a gran voce “IO VOTO IS” e sventolando davanti alla folla dei suoi sostenitori accorsi in pazza Montecitorio una scheda elettorale capovolta.

Berlusconi e Casini

Anche fra gli artisti  il fronte del SI cresce di ora in ora, sulla scia della posizione forte assunta sin dal principio da Vasco Rossi, autore fra l’altro dell’inno del movimento del “Basta un SI”, la ormai nota hit “Cioè Si, perché, cioè, lo sai che c’è? Eeeeeeh, e Si”.

 

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SaTiroMancino è un contenitore di news di qualsiasi tipo palesemente alterate, modificate, inventate e ampiamente cucinate. Una community di cialtroni, in cui vige una falsa democrazia, e le decisioni vengono prese da ubriachi al termine di una rissa.

VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.