Pronto il decreto sui vaccini. Obbligo da 0 a sei anni, 12 quelli obbligatori, ma se ti piacciono i Modà puoi anche lasciar stare

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I Modà in concerto nel reparto grandi infettivi del Policlinico di Milano
I Modà in concerto nel reparto grandi infettivi del Policlinico di Milano

Pronto il decreto sui vaccini. Obbligo da 0 a sei anni, 12 quelli obbligatori, ma se ti piacciono i Modà puoi anche lasciar stare

Una nuova pagina si è aggiunta oggi nella lunga polemica che vede contrapposti gli schieramenti pro e contro i vaccini. Stavolta interviene addirittura lo stato, con forza e autorità degni di un gasdotto in una zona protetta, con un decreto, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, che reintroduce, come da molti auspicato, l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. I vaccini obbligatori previsti dal decreto sono dodici, nella fascia di età da 0 a sei anni. Nessuna sorpresa nella lista di questi vaccini, con somma delusione di chi aveva chiesto l’introduzione, fra i vaccini obbligatori, di quello contro il rischio di diventare tifoso dell’Inter e di quello contro l’uso di “piuttosto che” come congiunzione.

Vaccinazione obbligatoria su un bambino di due anni, grande obeso
Vaccinazione obbligatoria su un bambino di due anni, grande obeso

Non sono mancate le proteste, che proprio in queste ore stanno montando con forza, in particolare da ambienti vicini al M5S. Secondo i quali, come ben noto, l’interrogativo “Devo vaccinare mio figlio?” nascerebbe da un problema di fiducia, anzi di mancanza di fiducia, verso le case farmaceutiche, i medici e i pediatri, la politica, il mondo scientifico, gli arbitri, l’esercito della salvezza, i Boston Celtics e i Teletubbies. Da qui la proposta, partita dal gruppo del M5S al senato, di un decreto alternativo, che prende il nome di “Chiedi a Grillo”, in cui è stabilita la linea guida operativa, una, per la scelta sull’opportunità o meno di vaccinare il proprio figlio.

Due rappresentanti del M5S, ben distanti fra loro per evitare di contagiarsi a vicenda
Due rappresentanti del M5S, ben distanti fra loro per evitare di contagiarsi a vicenda

Soddisfazione invece è stata espressa da più parti verso questo decreto con cui lo stato Italiano prende finalmente posizione sul problema con autorevolezza. Anche per quanto riguarda le deroghe ed eccezioni contenute nel decreto stesso. Potrà, infatti, non vaccinarsi, anzi è cortesemente pregato di non farlo, chi dovesse risultare iscritto ad un fan club dei Modà. Provvedimento che purtroppo non può essere retroattivo, come ha osservato un senatore del PD dopo aver saputo che Kekko dei Modà risulta comunque regolarmente vaccinato. Fra le novità previste dal decreto, infine, l’istituzione di una commissione per lo studio di una sorta di tessera social, che funzionerà con il principio della patente a punti. Ogni 5 like o condivisioni sui social di post di Chiara Ferragni, Selvaggia Lucarelli o Mario Balotelli, verrà scalato un punto. Ad esaurimento della tessera, il reo dovrà obbligatoriamente recarsi in un centro vaccini, dove gli verrà iniettato il virus Ebola.

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.