Il Parlamento approva: sarà reato soffiarsi il naso e poi guardare nel fazzoletto

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Il Parlamento approva: sarà reato soffiarsi il naso e poi guardare nel fazzoletto

Dopo lunga discussione, il Parlamento Italiano ha approvato oggi la legge L.765/22bis, anche conosciuta come “Decreto salvamuco”, grazie alla quale saranno da oggi penalmente perseguibili tutti coloro i quali, sia in pubblico che in privato, dopo essersi soffiati il naso guarderanno nel fazzoletto con ammirazione il frutto del loro insano gesto.

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Soddisfazione è stata espressa dal presidente del comitato promotore della raccolta di firme che ha portato alla proposta di legge: “Un provvedimento forte, ma necessario” – ha dichiarato – “in un momento in cui le temperature calano ovunque e il mercato del fazzolettino lanciato in macchina dal finestrino al semaforo va verso il suo picco annuo di vendite”.

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Si conclude così un iter complesso e tormentato, che ha visto via via scomparire dal testo di legge, a causa dei numerosi emendamenti dell’opposizione, alcuni punti ritenuti fondamentali per la sua efficacia , come ad esempio considerare una aggravante fare la faccia stupita, o peggio ancora soddisfatta, dopo aver visionato il risultato delle proprie nefandezze. Confermata invece la pene detentiva da tre a cinque anni per coloro che, oltre ad ammirare la propria robaccia nel fazzoletto, la mostreranno al vicino di tavolo o di autobus.

 

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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.