Le prime contrazioni, poi la corsa in ospedale: Natale 2016 anticipato al 21

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Folle corsa in ambulanza

E’ finita bene la folle corsa dell’ambulanza che nella notte ha trasportato in codice rosso un’umile famiglia di Nazareth al pronto soccorso dell’ospedale di Betlemme. La coppia, una giovane casalinga e un falegname, assai nota in paese grazie ad alcuni articoli apparsi di recente sul quotidiano di informazione mistica “L’Annunciazione”, è in attesa del primo figlio, previsto per Natale.

Ma si, va, Buon Natale

L’attesa è molto sentita in tutto il mondo, grazie alla grande copertura mediatica che l’intera gravidanza sta avendo,  e per il 25, giorno prevista per la nascita, un po’ ovunque si stanno già organizzando riti ed eventi specifici, spesso assai diversi fra loro la variare di latitudine e cultura delle popolazioni interessate. Tanto che a volte risulta persino difficile ricostruire l’origine di tradizioni come l’uccisione del capitone con un morso in testa, tipica del barese, la decorazione con allegre lucine dei balconi e delle porte, ad indicare ai ladri le case di persone serene e benestanti da devastare, il “sorriso della sciarpa” da fare obbligatoriamente a tua cognata dopo che ha ti regalato la dodicesima sciarpa identica, sino al rito del suicidio di massa tramite esplosione dei genitali davanti alla ottantasettesima messa in onda di “Una poltrona per due” su Italia1, il 24 sera.

Una scena da "Una poltrona per due" di John Landis

Secondo i calcoli del ginecologo di famiglia, il dottor. Gabriele Arcangeli, il lieto evento era previsto con esattezza al termine della 37ma settimana completa di gestazione, ossia a cavallo fra il 24 e il 25 dicembre. Ma a questo punto pare del tutto inopportuno aspettare oltre, mettendo a rischio la salute di mamma e bambino.  Per il quale i genitori non hanno ancora deciso il nome, anche se filtra qualche indiscrezione: dovrebbe chiamarsi Gesù se maschio, Sciantal se femminuccia.

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SaTiroMancino è un contenitore di news di qualsiasi tipo palesemente alterate, modificate, inventate e ampiamente cucinate. Una community di cialtroni, in cui vige una falsa democrazia, e le decisioni vengono prese da ubriachi al termine di una rissa.

VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.