McDonald’s presenta il nuovo menù vegano. Quando lo apri, esplode

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Uno store McDonald's con i suoi caratteristici archi gialli in colesterolo sinterizzato
Uno store McDonald's con i suoi caratteristici archi gialli in colesterolo sinterizzato

McDonald’s presenta il nuovo menù vegano. Quando lo apri, esplode

Nuova, importante iniziativa della più famosa fra le grandi catene di fast food, l’americana McDonald’s. Una apertura al mondo dei vegani, nelle vesti di un nuovissimo menù a giorni disponibile nei principali store, che non mancherà di far discutere e attirare critiche verso il colosso dell’hamburger. Critiche a cui McDonald’s è da anni abituato. Accusato di volta in volta negli anni di essere il simbolo della globalizzazione, del junk food e in generale dell’imperialismo sociale e culturale di marca yankee, difficilmente potrà essere un manipolo di “nemici” armati di barbone, Hogan e risvoltini a fargli realmente paura.

Il leader della protesta contro McDonald's, circondato dai suoi adepti
Il leader della protesta contro McDonald’s, circondato dai suoi adepti

Il menù è stato presentato ieri a Oak Brook, un sobborgo di Chicago dove ha sede la corporation americana. Molti i piatti che hanno suscitato stupore e ammirazione fra i presenti. A cominciare dal panino  “Don’t try this at home”, con ketchup, patatine fritte e asbesto, per proseguire con “No more student”, un tradizionale hamburger, ma preparato con carne di stagista calabrese vegano (rarissima), per finire con McSushi, due enormi fette di salmone crudo con in mezzo riso bollito, maionese, alga nori e granella di pistacchio al sake, un panino reso già famoso dalla nota ufficiale di protesta presentata dall’ambasciatore Giapponese a Washington.

Due panini vegani, aggrediti da due hamburger durante le proteste
Due panini vegani, aggrediti da due hamburger durante le proteste

Pare che McDonald’s non intenda fermarsi qui. In Italia, ad esempio, si stanno studiando addirittura dei panini “regionali”, da servire nei ristoranti McDonald’s delle diverse regioni italiane. Fra i primi panini sul mercato, già annunciati il “molisano”, un panino vuoto, il “siciliano”, un panino che nessuno sa cosa ci sia dentro, e tu è meglio che mangi e ti fai i cazzi tuoi, e il “pugliese”, che sarebbe poi un normalissimo BigMac, che mentre tu ti stai chiedendo cosa abbia di pugliese, fuori ti stanno ciulando la macchina.

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.