Corea del Nord, ministri regalano uno specchio a Kim Jong-Un: giustiziato il barbiere

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"E' quello lì il mio barbiere, vero?"

Corea del Nord, ministri regalano uno specchio a Kim Jong-Un: giustiziato il barbiere

Sono finiti in tragedia, secondo tradizione, i 5 giorni di festa indetti a Pyongyang dal leader maximo, allenatore della nazionale di volley, masterchef, pilota automatico e presidente onnivoro della Repubblica di Corea del Nord, Kim Jong-Un, per celebrare la caduta del terzo dentino della sua quinta nipotina.

Eppure nulla faceva presagire un finale drammatico. Tutto era andato per il meglio sin dal primo giorno, e il programma dei festeggiamenti si era svolto senza intoppi di alcun tipo. A cominciare dalla tradizionale corsa nei sacchi da obitorio, che aveva visto fronteggiarsi i principali leader dell’opposizione, per proseguire con lo spettacolo di fuochi artificiali nucleari notturni sul mare degli Stati Uniti, fino alla grande conclusione, con il volo della grande mongolfiera guidata dall’ex ambasciatore della Corea del Sud, per l’occasione legato e imbavagliato all’interno.

L'interno della bottega "Da Chung a Mergellina" dove lavorava lo sciagurato barbiere
L’interno della bottega “Da Chung a Mergellina” dove lavorava lo sciagurato barbiere

Tutto bene, insomma, fino alla tradizionale cerimonia in cui i ministri del governo offrono un dono rituale al presidente, come auspicio di buona fortuna, prosperità e voglia di sopravvivere fino all’anno prossimo. La scelta quest’anno è caduta su un preziosissimo specchio veneziano del XVII secolo, fatto appositamente arrivare dall’Italia,  che Kim Jong-Un ha particolarmente apprezzato. Sino al momento in cui non ha deciso di provarlo. Dopo la prova, infatti, lo stesso presidente ha deciso in fretta e furia di aggiungere alle manifestazioni previste per la festa, il rogo del pupazzo del suo barbiere, per l’occasione magistralmente interpretato dal suo barbiere in persona. Le proteste ufficiali, subito arrivate da tutte le principali ambasciate occidentali, sono state immediatamente ritirate, con tanto di scuse, dopo una nemmeno troppo attenta analisi della pettinatura del leader coreano. Benzina sul fuoco è stata inoltre lanciata dalla popolazione festante, in segno di approvazione.

Lo spartano trespolo su cui è stato dato alle fiamme il barbiere del presidente
Lo spartano trespolo su cui è stato dato alle fiamme il barbiere del presidente

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.