Juventus – Real Madrid, dall’UEFA stop alle polemiche: ognuno potrà portare il suo arbitro

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Vidal del Bayern cerca di spiegare a Kassai, troppo tardi, le basi del gioco: "Regola n.1: quella rotonda è la palla"

Juventus – Real Madrid, dall’UEFA stop alle polemiche: ognuno potrà portare il suo arbitro

Niente veleni a Cardiff. Queste almeno le intenzioni di Aleksander Čeferin, meglio noto come “Aleksander Chi???”, presidente dell’UEFA, l’organo istituzionale del calcio continentale. Mancano infatti poco più di due settimane alla sfida fra Juventus e Real Madrid per decidere chi si porterà a casa la Champions League, il più importante trofeo europeo della stagione, ma già il clima è pesante, e le frecciate fra le due società si susseguono.

A iniziare le schermaglie, il Real Madrid, che ha pubblicato sul suo sito una foto di De Sciglio, difensore del Milan, con la maglietta del Real e con le braccia amputate, a scanso di equivoci. Non contenti, gli spagnoli hanno mandato in volo sullo Juventus stadium di Torino un drone dotato di una sofisticatissima telecamera ad infrarossi, che ha rivelato nell’area di rigore degli avversari della Juve, oltre al normale dischetto del rigore previsto dal regolamento, la presenza di altri 6 dischetti, disegnati con vernice invisibile. Pronta le replica del club torinese: “Quei dischetti”, ha dichiarato Andrea Agnelli, “sono stati disegnati per pura precauzione, e sono da utilizzarsi solo in caso di eccessiva usura del dischetto principale”. Una risposta che non ha soddisfatto gli spagnoli.

Un arbitro ammonisce Buffon. Il suo corpo non è mai stato ritrovato
Un arbitro ammonisce Buffon. Il suo corpo non è mai stato ritrovato

Nello stadio della Juventus, intanto, da alcuni giorni sul maxischermo che domina le tribune, viene mandato a rotazione il filmato di Real Madriid- Bayern Monaco, partita dei quarti di finale, celebre per la frase che l’ha lanciata come grande evento mediatico: “Vinca il migliore… Ah, no, scusate, ho letto male: vinca il Real”. Partita, come sappiamo, resa immortale dall’arbitraggio di Kassai, di cui fra l’altro tutti sanno quello che si è visto in campo (e scusate se è poco) ma in pochi conoscono i retroscena. Pare, infatti, che Kassai, negli spogliatoi al termine della partita, abbia prima tagliato le gomme alla macchina di Ancelotti, poi realizzato un fotomontaggio artigianale con la faccia della Santanchè al posto di quella della Merkel, e infine si sia fatto la doccia con la moglie di Robben. Secondo alcuni, la verità sarebbe ancora più agghiacciante: sono insistenti le voci secondo le quali Kassai si sarebbe fatto la doccia proprio con Robben.

Chielliini spiega a Thomas Muller del Bayern che non è colpa sua, mentre Kassai gli dice: "Tranquillo, è colpa mia"
Chielliini spiega a Thomas Muller del Bayern che non è colpa sua, mentre Kassai gli dice: “Tranquillo, è colpa mia”

E così, alla fine, l’UEFA ha deciso per la soluzione più diplomatica, prima e unica nella storia. Due arbitri in campo, 4 cartellini, 83 dischetti del rigore, Chiellini, Mandzukic, Casemiro e Pepe dotati di una dispensa speciale che li rende immuni da provvedimenti disciplinari fino all’omicidio preterintenzionale compreso. E nel frattempo, in una fonderia di Dusseldorf, si lavora contro il tempo per fabbricare due coppe, del tutto identiche  Comunque sia, uno scenario preoccupante, che da solo spiega il perché al Real Madrid sia stato appioppato da più parti il più infamante dei soprannomi, quello di “Juventus d’Europa”.

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.