“Eravamo in pausa, la TV era accesa, ed è comparso Gentiloni”. Google racconta com’è nata l’idea dell’auto senza conducente

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La Google Car ha subito raccolto i pareri unanimi di critica e pubblico: "Cazz'è, un topo?"

“Eravamo in pausa, la TV era accesa, ed è comparso Gentiloni”. Google racconta com’è nata l’idea dell’auto senza conducente

È senza dubbio il rumour Hi-Tech del momento, quello di cui tutti parlano. Ha iniziato Elon Musk, con la sua “profezia” secondo la quale le auto senza conducente saranno imposte per legge nel prossimo futuro. Ci si è messo quindi il direttore del progetto Google Car, Chris Urmson, che presentando il progetto Waymo, evoluzione della Google Car, ha comunicato al mondo che la tecnologia diventerà uno standard in non più di 5 anni. Insomma, l’auto senza conducente sta arrivando davvero, ed è già forte dei primi importanti riscontri commerciali. A cominciare dall’Arabia Saudita, il cui governo ne ha ordinate 2 milioni, per lanciarle a tappeto sul mercato interno, con lo slogan “Sempre meglio di una donna”.

Il primo incidente fra auto senza conducente. Due morti e quattro feriti, tutti in Cloud
Il primo incidente fra auto senza conducente. Due morti e quattro feriti, tutti in Cloud

“L’intuizione è venuta a molti di noi, contemporaneamente, in diverse Units del pianeta, segno che l’idea è davvero vincente” ha detto Urmson nella conferenza stampa di presentazione, tenutasi oggi a Mountain View. “Io stesso ci ho pensato, seguendo un intero gran premio di F1 di Kimi Raiikkonen. Quando l’ho detto a un amico, il nostro CEO a Parigi,  mi ha confessato di aver avuto la stessa idea, osservando la dimensione della porzione che gli era appena stata servita in un ristorante pluristellato della capitale Francese. Proprio mentre ne parlavamo, ci è arrivata la telefonata del nostro uomo a Roma, eccitatissimo, che ci ha chiesto a bruciapelo ‘Hei, avete presente il primo ministro Italiano?’, e noi, subito ‘CHI???’. Poi, un attimo di silenzio, e tutti insieme abbiamo avvertito come per magia  il brivido della grande idea, del momento storico, per l’azienda e per il futuro delle persone”.

Gentiloni e Trump a colloquio con l'avvocato che li assiste nella causa contro il barbiere
Gentiloni e Trump a colloquio con l’avvocato che li assiste nella causa contro il barbiere

La produzione sta già partendo, e l’idea è quella di bruciare i tempi e sfruttare l’onda emotiva che si sta creando intorno all’annuncio dell’auto senza conducente. Anche perché, per quanto possa sembrare incredibile, già si vocifera delle prime imitazioni, proprio in Italia. Per le vie di Napoli, ad esempio, si possono già trovare in circolazione auto senza il conducente, ma con la moglie e la suocera che dal sedile accanto e da quello dietro rompono lo stesso i coglioni. Sempre a Napoli, infine, si iniziano anche a vedere con frequenza, parcheggiati in giro per la città, i primi esemplari frutto dell’evoluzione del modello base, che oltre al conducente non hanno nemmeno le ruote, la batteria, il cofano e i sedili.

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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.