Francesco Bianconi sorride alla fine di un pezzo: stop al concerto dei Baustelle, cancellato il tour

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Francesco Bianconi dei Baustelle

Francesco Bianconi sorride alla fine di un pezzo: stop al concerto dei Baustelle, cancellato il tour

Sembrava un concerto dei Baustelle come tanti altri. Bianconi cantava con voce monocorde fissando l’uscita di sicurezza in fondo al teatro, Rachele Bastreghi suonava con espressione tipica da videomessaggio contro la violenza sulle donne, il fans club raccoglieva prenotazioni per il suicidio assistito del prossimo 20 marzo, al bar andava fortissimo il cocktail a base di zenzero e ansiolitici. Insomma, tutto secondo copione. Quando all’improvviso Bianconi, proprio al termine dell’esecuzione del loro ultimo singolo “Amanda Lear”, ha ringraziato per gli applausi e ha impercettibilmente sorriso. L’effetto del gesto è stato improvviso e devastante. Nonostante l’immediato intervento della security, centinaia di fans sono svenuti, rischiando di rimanere schiacciati nella calca dovuta alla fuga precipitosa dei presenti.

Rachele Bastreghi dei Baustelle

Fortunatamente non ci sono stati feriti in condizioni serie fra il pubblico. Il concerto è stato fermato, e Bianconi prontamente soccorso e trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato una leggera emiparesi transitoria dei muscoli facciali, a cui sarebbe dovuto l’insano quanto involontario gesto. Che potrebbe ripetersi, dicono i sanitari. Pronto quindi è arrivato il comunicato stampa del manager della band, che ha annunciato l’annullamento dell’intero tour e dei prossimi impegni del gruppo toscano.

Il concerto, poco prima degli incidenti

Ancora un incidente, quindi, nel mondo pop italiano, già scosso da analoghi episodi recenti. Aveva iniziato Fedez, costretto alla fuga precipitosa davanti ai fans dopo che, spingendo per errore il tasto Eject del cd player della sua auto, ne era uscito un CD dei Ricchi e Poveri. Era stata poi la volta di Jovanotti, registrato dal cellulare di un cliente mentre in un bar confidava a un amico “La mia ragazza è magica? Sticazzi! Sim Sala Bim, m’ha fatto sparire i soldi e la casa”. Ultimo caso, sconvolgente, Andrea Bocelli, che reggendo il menu di un ristorante milanese, avrebbe esclamato: “Cazzo, che prezzi”.

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.