Risposta gelida, frase fatta, s’è fatta ‘na certa, beh ciao, alla prossima: la Camera approva il protocollo per il due di picche in chat

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Segnali da interpretare come un no

Dopo acceso dibattito, e con l’astensione di M5S e Lega, così, senza un vero perché, la camera dei deputati ha approvato oggi il disciplinare che definisce in maniera univoca la procedura d seguire per dispensare due di picche e altre carte da gioco di scarso valore a fronte di tentativi particolarmente maldestri di accorpamento fra iscritti alla stessa messaggeria online. Il decreto, emanato in giornata, sostituisce quindi di fatto le precedenti leggi in materia, ossia la L.8708bis, nota anche come decreto “inutile che me la chiedi, non ce l’ho”, e la L.97696ter, il celeberrimo decreto “piuttosto che darla a te, domenica ci faccio il ragù”.

L'importante è sempre prenderla bene

La nuova legge determina inoltre in maniera univoca il campo e i casi di utilizzo del protocollo da applicare. Vige pertanto a partire da oggi l’obbligo di applicazione nei seguenti casi specifici: il richiedente ha postato su Facebook nel mese precedente la richiesta almeno una frase di Paolo Coelho; il richiedente ha postato su Facebook nel mese precedente la richiesta almeno una frase di Charles Bukowski, ma totalmente a vanvera; in fase di compilazione della domanda, il richiedente ha usato la frase “se sarei li, non so che ti farebbe”, o perla analoga. In caso di utilizzo della frase “tuo padre è un ladro, ha rubato due stelle dal cielo per fare i tuoi occhi”, il suddetto padre avrà inoltre facoltà di richiedere il pignoramento dei beni del reo sino a un valore pari a quello delle stelle in oggetto.

Oltre a stabilire il protocollo comportamentale per la fornitura di due di picche su scala medio-piccola, il decreto fissa anche sanzioni specifiche per gli autori dei maldestri tentativi. Alla pena detentiva inizialmente proposta è stato preferito dai legislatori l’obbligo da parte del reo di sostituire per un periodo che va dai due a i cinque anni i penosi tentativi online con tentativi “de visu”, in cui il reo dovrà obbligatoriamente chiederla di persona alla diretta disinteressata nel corso di un confronto individuale. In tale sede, la sfortunata interlocutrice non sarà perseguibile per i reati di sputo in faccia, ginocchiata negli zebedei e telefonata informativa alla ragazza/moglie del genio.

Per me, è un no

In deroga a quanto sopra citato, non si avrà luogo a procedere in caso di esposizione di foto del proprio organo genitale, o di foto spacciate per proprie ma ritraenti in maniera evidente Fabrizio Corona o Fabri Fibra. In questi casi, il reo sarà affidato ai servizi sociali, rappresentati ai sensi del presente decreto dal loro referente tecnico-operativo, Ciccillo “O’Mischiaossa”.

 

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.