La furia di Lory Del Santo sui David di Donatello: zero statuette per “The Lady 3”

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Lory Del Santo, qui alle prese col repertorio Shakespeariano
Lory Del Santo, qui alle prese col repertorio Shakespeariano

La furia di Lory Del Santo sui David di Donatello: zero statuette per “The Lady 3”

“La ggente sono stufi di film girati con professionalità e idee, di attori alla Mastandrea, che sanno recitare e adattarsi a ruoli diversi. La ggente non ne possono più di scene perfettamente illuminate, di sceneggiature con un inizio e una fine. Ma si continua a fare finta di gnente e a ignorare i gusti della ggente normale, quella vera, quella con ddue ggi”. Esprime così la sua rabbia e la sua delusione Lory Del Santo, autrice, regista, produttrice, protagonista, cameraman, catering e montaggio in truka  di “The Lady 3”, seguito di “The Lady 2”, a sua volta seguito di “The Lady 1” (“Abbiamo voluto rispettare la numerazione progressiva per dare un messaggio chiaro al nostro pubblico”, spiega la Del Santo). La sua opera, infatti, è stata clamorosamente esclusa da tutte le cinquine candidate ai David di Donatello 2017.

The Lady 3, un momento del casting
The Lady 3, un momento del casting

Ma non si tratta dell’unica sorpresa di questa edizione del più importante premio cinematografico italiano. Tante infatti le esclusioni celebri, quasi sempre con motivazioni che hanno lasciato più di una perplessità. Si è iniziato con quella del ballerino della TIM, che sembrava certo del premio come miglior attore protagonista.  Sconcertante la motivazione: “La scena in cui recita meglio, che quindi poteva valergli il premio, quella in cui i vicini liberano i cani e glieli lanciano contro, è stata misteriosamente tagliata dalla produzione in fase di montaggio”. Così come stupisce l’assenza del film di Pieraccioni, che la giuria del premio ha motivato con: “Ma bastaaaaaaaaa. Basta, basta… bastaaaaaaaaaaa”.

Il David d Donatello consegnato a un tizio a casaccio, tanto chi vuoi che se ne acccorga
Il David d Donatello consegnato a un tizio a casaccio, tanto chi vuoi che se ne accorga

A questo punto non resta che concentrarsi sul Gran Gala finale di stasera, in cui saranno resi noti e consegnati i premi. Grazie al cospicuo numero di candidature ricevute, protagonisti della serata, assolutamente inimmaginabili alla vigilia, saranno probabilmente Valerio Mastandrea e Paolo Virzì. Ma in lizza per un riconoscimento ci sono anche Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Ennio Fantastichini, Sergio Rubini, Toni Servillo e Valeria Golino. Una sferzata di aria fresca, davanti alla quale Sky ha già annunciato che, al posto della diretta da Roma, stasera andrà in onda la replica della cerimonia di consegna dei premi del 2009.

Valerio Mastandrea, mentre il firma il contratto di acquisto del monolocale dove conserverà tutti i David ricevuti
Valerio Mastandrea, mentre il firma il contratto di acquisto del monolocale dove conserverà tutti i David ricevuti

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.