Crisi di governo, Gentiloni sceglie 13 politologi a caso su Facebook: Italia già fuori dalla crisi

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Gentiloni con alcuni ministri fra quelli sorteggiati

Imprevisto passo indietro del neo primo ministro Paolo Gentiloni. A dispetto della fiducia già incassata dalle camere per il nuovo (scusate il termine) esecutivo, il premier non ha retto alle critiche piovute addosso, soprattutto sul web, ai nuovi (scusate ancora) ministri, ed ha rassegnato le dimissioni con decorrenza immediata. Con la sua proverbiale verve, Mattarella non ci ha pensato su un attimo ed ha riaffidato l’incarico allo stesso Gentiloni, che aveva già pronta la lista dei ministri per il nuovo, stavolta si, esecutivo. Presentazione, giuramento, ok delle camere, e i nuovi capi dei dicasteri sono già la lavoro.

Sono tutte personalità di assoluto rilievo istituzionale, scelte con cura fra coloro che in questi ultimi mesi, da scranni assai autorevoli (tipo il proprio profilo Facebook) hanno espresso pareri illuminati e formulato proposte operative sulla carta costituzionale e sul nuovo governo, non lesinando tuttavia di dire la loro anche su situazione internazionale, brexit, titoli di studio degli ex ministri, nomina delle principali cariche istituzionali, rigore per la nostra economia e per il Milan.

Bufale su facebook

Ecco la lista dei nuovi ministri, con una breve sintesi delle linee guida che ne indirizzeranno l’operato nei prossimi mesi:

Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Carmela Palumbo, di Afragola (NA) – Ah, ma se mi danno a me il potere… due settimane mi servono, mica dippiù… vi faccio vedere io come metto a posto le cose

Ministro degli Interni: Stefano Incollu, di Urzulei (NU) –Pieni poteri a Polizia e Carabinieri, altro che tutti a piagnucolare… le torture…. ma chi? ma quando mai? Lasciateli lavorare come dico io, e tempo sei mesi…

Ministro degli Esteri: Giuseppina Lovati, di Modena – Una volta ho fatto un Erasmus in Spagna… guarda, credimi, è tutta n’altra cosa. Ma poi organizzati… bravi… simpatici… funziona tutto…

Ministro dell’Economia: Renata Foscari di Civitanova Marche – Fuori dall’euro, subito. Anzi, guarda, fosse per me, sarei tornata alla lira già dieci anni fa. Che state a ddì? Facciamo la fine della Grecia? Ma lassa perde, nun te fa fregà, quelli stanno meglio de noi

Ministro della Giustizia: Pasquale Petrella, di Conegliano Veneto – La pena di morte, ci vorrebbe

Ministro della Difesa: Umberto Ascolesi, di Novara – E certo, andiamo a salvare i marocchini a casa loro, coi soldi nostri, e intanto io qui di sera non posso uscire di casa che è pieno di bingobongo. Qua ci vorrebbe, l’esercito, altro che l’IRAQ

Ministro delle infrastrutture: Rocco Barnabà, di Vibo Valentia – A calci in culo ve la faccio finire, la Salerno – Reggio Calabria. E quando siete arrivati, già che state là, vi fate a calci in culo pure il ponte

Ministro dello sviluppo economico – Olindo Ferretti, di Savona – Sviluppo economico? Come “sviluppo economico”? Ah, il ministero dell’industria. E vabbè, ditelo, però

Ministro dell’Istruzione: Aldo Massaccesi, di Ostia Lido – Tanto per cominciare, gli studenti devono da stà a scuola. Che me rappresentano a mmè sti cortei? Sti cartelli? Se era mi fijo, a sganassoni lo mannavo a studià, altroché

Ministro del Lavoro: Ermete Fragomeni, di Frosinone – Ma è facile, guarda: basta alzare gli stipendi, le pensioni, gli interessi della banche, che quelli se stanno a magnà l’Italia. I soldi? Ma lassame perde… i soldi stanno, se vogliono. Quanno iè piace a loro, i soldi stanno. Se trovano, i soldi

Ministro dei Beni Culturali: Lello Introna, di Goia del Colle (BA) – Ma ti pare che dobbiamo fermare la metropolitana che ogni due metri trovano un sasso e dicono che è antico? Ieri mi sono fatto un ingorgo che non puoi capì le bestemmie. Ma chiudi gli occhi, e vai con la ruspa. In America fanno così, e nessuno si lamenta

Ministro della Salute: Sabrina Paternò, di Alcamo (TP) – Innanzi tutto, quando c’è la salute, c’è tutto. Però, mica si possono aspettare due anni per una tac? Sai quante volte uno fa in tempo a morire?

Ministro dello Sport – Antonio Cassano, di Bari (vecchia) – Avete scassato i marroni per il ministro dell’istruzione che non ha mai insegnato, il ministro della salute che non è un medico, il ministro degli esteri che non sa l’Inglese? E mò, voglio vedere che c’avete da dire

Antonio Cassano alla notizia della nomina

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.