Milano, chiude dopo meno di un anno NeverWin, la startup che vendeva gratta e vinci usati

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Il Business Plan della startup

Milano, chiude dopo meno di un anno NeverWin, la startup che vendeva gratta e vinci usati

È già finita l’avventura di NeverWin, la startup fondata a Marzo 2016 da due brillanti neolaureati in economia aziendale dell’ateneo meneghino, e fondata su un’idea coraggiosa ma, a sentire loro, di sicuro ritorno economico: il recupero dei gratta e vinci non vincenti abbandonati dai cercatori di fortuna nei cestini adiacenti le rivendite di tabacchi e gli altri luoghi di vendita, attraverso la loro reimmissione nel circuito commerciale, a metà prezzo.

I gratta e vinci

A condannare prematuramente l’avventura dei due neo-imprenditori è stato senza ombra di dubbio il mancato verificarsi delle principali condizioni su cui si basava il business plan, presentato di recente a numerosi investitori in Italia e all’estero. Cruciale in particolare è stato il  mancato fatturato di 20.000 euro previsto per il primo semestre sul mercato Norvegese, paese in cui sta facendo un Erasmus una cugina di uno dei due soci della startup.

Ma il vero colpo di grazia lo ha dato il fallimento del previsto round da 5 milioni di euro, grazie al quale il BP prevedeva l’aggressione del mercato dei collezionisti di ciarpame giapponesi. Round che sembrava ormai concluso. Pare infatti che, quando il CEO della startup ha cercato di contattare l’AD del noto fondo d’investimento americano TYMIC – Throw Your Money In the Cess – la segretaria avrebbe risposto “Guardi, oggi non è in sede, ma può chiamarlo sicuramente domani”.

Al lavoro sul modello di business

Ancora un’occasione persa, quindi, dalla giovane imprenditoria nazionale, da parte di due dei più promettenti startuper nostrani, che nelle numerose startup competition cui avevano sinora partecipato con il loro pitch da record (una sola slide tagliata a metà, 12 secondi netti di presentazione) avevano ricevuto importanti riconoscimenti, fra cui il premio “Netturbini domani” di Confindustria Padova, e la targa “Trovati un lavoro vero” del ministero dello Sviluppo Economico.

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SaTiroMancino è un contenitore di news di qualsiasi tipo palesemente alterate, modificate, inventate e ampiamente cucinate. Una community di cialtroni, in cui vige una falsa democrazia, e le decisioni vengono prese da ubriachi al termine di una rissa.

VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.