Politiche: Berlusconi infila da solo la scheda nell’urna e lascia attaccate le manette

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Silvio Berlusconi, visibilmente attizzato, mostra la scheda alla Femen in topless e si prepara a dirle:
Silvio Berlusconi, visibilmente attizzato, mostra la scheda alla Femen in topless e si prepara a dirle: "La vedi questa?..."

Politiche: Berlusconi infila da solo la scheda nell’urna e lascia attaccate le manette

La fatidica, nonché tanto attesa e temuta domenica 4 Marzo è finalmente arrivata, e gli Italiani si stanno recando massicci alle urne, sin dalle prime ore della giornata,  per scegliere il governo che domani mattina, a risultati ormai delineati, Matteo Renzi deciderà di fare con Berlusconi. I pronostici parlano chiaro, del resto, e dicono senza ombra di dubbio che a vincere le elezioni saranno il M5s e il suo leader, il giovane Luigi Di Maio. Il quale, pertanto, in virtù della legge elettorale attualmente in vigore, non potrà in alcun modo formare un nuovo governo. Insomma, sarà la vittoria di Pirro, o come si usa dire negli ambienti della politica italiana,  “la vittoria di Bersani nel 2013”.

Matteo Renzi, all'uscita del seggio, mentre chiede a se stesso: "Oddio, per chi cazzo ho votato?"
Matteo Renzi, all’uscita del seggio, mentre chiede a se stesso: “Oddio, per chi cazzo ho votato?”

A fare da inevitabile contorno a questa giornata di attesa ed incertezza, arrivano le solite immagini dei principali leader politici che si recano a votare. Da quest’anno sulle schede è presente il tagliando antifrode, come molti sanno, per cui la scheda non va più inserita nell’urna ma consegnata al presidente di seggio, che provvede a staccare il tagliando ed inserire la scheda nell’urna. Ha già suscitato notevole ilarità la notizia, vera, di Pierluigi Bersani, che animato da evidente sete di vendetta verso il sistema elettorale, ha inserito personalmente le schede, complete di tagliando antifrode. Un modo davvero naive per scavalcare il sacro diritto alla segretezza del voto, mostrando così a tutta Italia la sua preferenza espressa, come del resto tradizione, per CasaPound.

Un soddisfatto Pierluigi Bersani, con il suo presidente di seggio, dopo averlo convinto a desistere dai propositi suicidi
Un soddisfatto Pierluigi Bersani, con il suo presidente di seggio, dopo averlo convinto a desistere dai propositi suicidi

Ed è partita immediatamente la corsa degli altri leader all’emulazione. Ha iniziato Silvio Berlusconi, evidentemente turbato dalle tette dell’attivista Femen all’ingresso del seggio. In molti hanno sentito distintamente il vecchio trapanatore dichiarare a caldo: “Ma che schifo, nemmeno le autoreggenti, neanche un piercing sui capezzoli, ma dove lavora sta stracciona? A Rai5? A DMAX? Non è questo che avevo ordinato. Chiamatemi il cameriere, subito”. Dopo di che, chiaramente sottosopra per l’accaduto, ha inalato la polvere depositata su una vecchia foto della Carfagna, su consiglio del suo medico, per poi recarsi regolarmente a votare. Qui tuttavia ha dimostrato di non essersi ancora del tutto ripreso, infilando la scheda con tutta la mano nell’urna, ed estraendola poi incredibilmente priva delle manette, al grido di “Sim Sala Bim”, fra gli applausi dei presenti, carabinieri compresi. Gli ha fatto eco Matteo Renzi, che ha lasciato attaccata alla scheda per la Camera la vergogna, e a quella per il Senato la faccia tosta. È stata poi la volta dello stesso Luigi Di Maio, che per stringere la mano al presidente del seggio ha appoggiato sul bancone gli ultimi tre congiuntivi che gli erano rimasti per il 2018, dimenticandoli poi nel seggio. Per finire,  un episodio ai limiti dell’horror: Giorgia Meloni si è recata al seggio, e all’uscita ha iniziato a urlare ed inveire contro i fotografi, non appena si è resa conto di aver lasciato nell’urna, insieme alla scheda, il suo addetto al Photoshop.

Giorgia Meloni mentre avverte possibili sintomi di infarto dopo l primi exit poll
Giorgia Meloni mentre avverte possibili sintomi di infarto dopo l primi exit poll

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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.