Arabia Saudita, anche le donne potranno guidare. Unipol chiude la sede di Riyad

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Soddisfazione e sorrisi di gioia, ben visibili sui volti delle donne dell'Arabia Saudita
Soddisfazione e sorrisi di gioia, ben visibili sui volti delle donne dell'Arabia Saudita

Arabia Saudita, anche le donne potranno guidare. Unipol chiude la sede di Riyad

È stata accolta con favore in tutto il mondo la notizia, arrivata da Riyad, relativa all’importante apertura, dopo anni di inspiegabile oscurantismo, nei confronti delle donne. Che poi sarebbero quelle specie di enormi ghiaccioli al nero di seppia, senza stecco e con i piedi, che da anni girano per il paese nell’indifferenza generale. Insomma, dal primo gennaio dell’anno prossimo le donne potranno guidare. E non solo il carrello della spesa, o la carriola del marito muratore piena di mattoni. Addirittura, potranno guidare una macchina. Cioè, accesa.

Primo test di guida per una donna Araba. L'intero quartiere evacuato in via precauzionale
Primo test di guida per una donna Araba. L’intero quartiere evacuato in via precauzionale

Nel paese si studiano le novità normative che questa rivoluzione sociale comporterà, ma soprattutto si studiano gli aspetti organizzativi, tutt’altro che semplici. Ad esempio, bisognerà trovare il modo per permettere alle donne di frequentare la scuola guida. In Arabia Saudita, infatti, lo ricordiamo, le donne non possono uscire di casa. E figuriamoci se possono chiudersi in macchina da sole con un istruttore di guida. Il training sarà quindi compito dei mariti, che avranno l’obbligo di adeguarsi, per le lezioni di guida, all’apposito opuscolo prodotto dal ministero dei trasporti Arabo, intitolato: “Guarda avanti e fai partire sta cazzo di macchina, puttana”, con una vezzosa frusta di chiffon in copertina. Perplessità, inoltre, sono state espresse dalla polizia del paese, preoccupata per l’impossibilità di eseguire la prova del palloncino per verificare se una donna alla guida dovesse risultare in stato di ebrezza. In Arabia Saudita, infatti, lo ricordiamo, le donne non possono respirare.

Un istante della festa organizzata dal sindacato dei meccanici e  carrozzieri di Riyad
Un istante della festa organizzata dal sindacato dei meccanici e carrozzieri di Riyad

Reazioni di diversa natura hanno infine riguardato i diversi settori produttivi a loro modo coinvolti in questa svolta epocale. Non cessano, ad esempio, ormai da giorni, i caroselli di auto strombazzanti e i lanci di coriandoli, festoni e fuochi di artificio da parte dei carrozzieri di tutto lo Stato. Ben altra reazione hanno avuto le società di assicurazione, con Unipol-SAI che ha chiuso in fretta e furia la sede di Riyad, e Reale Mutua che ha sostituito la scritta “Assicurazioni” sull’insegna della sua sede Araba con un più rassicurante “Tutto a 1 €uro”. Infine, una grossa novità è stata annunciata proprio dai produttori di auto per il mercato arabo, che già strizzano l’occhio alle nuove clienti: un SUV che ha già, di serie, una ruota di traverso sul marciapiede della scuola elementare di tuo figlio, e il resto del mezzo ad impedire il passaggio dello ScuolaBus.

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VIADario de Blasiis
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Dario de Blasiis
Barese, informatico, sovrappeso per indole e vocazione, chef e gourmet stimato e riconosciuto fra amici e parenti. Ha uytfujybaquattro anni, essendo nato nel ljhvouvhjvadue. È sposato, e gli piace credere di essere padre di due gemelli.

Inizia a scrivere cazzate al liceo, quando si scopre autore di gialli umoristici a episodi, la serie dell’ispettore Squash, con protagonisti la sua classe e i suoi professori. Inventa in questa sede lo stile Banksy: gli episodi compaiono infatti senza un segnale e senza preavviso alcuno sui diari dei suoi compagni, a loro insaputa; nel senso che li ruba, ci scrive su, e li rimette a posto. In breve la fama dei suoi gialli varca le mura della sua classe, e costringe i suoi compagni a inseguire il proprio diario per tutto l’istituto, e lui ad entrare un paio di volte a scuola dall'ingresso dei fornitori.

Prosegue la carriera alcuni anni dopo come autore del giornalino satirico militare del suo corso allievi ufficiali. Per lo spirito militaresco e per i valori di amor patrio e rispetto delle gerarchie che trasudano dai suoi scritti, il suo corso (il 131esimo, mica il terzo o il quarto) sarà ricordato con grande biasimo dai vertici militari come il primo nella storia della scuola a non aver pubblicato il giornalino. Su “cortese consiglio” del colonnello, naturalmente. Bugia, è qui davanti, nella sua libreria.

Negli anni a venire usa a più riprese la sua abilità di scrittore e la sua ironia ed arguzia come strumento sistematico per provarci con qualsiasi tipo di donna. Non funziona, sappiatelo. Un sacco di complimenti, un sacco di “ma perché non scrivi un libro”, e poi “scusa un attimo, ha citofonato l’idraulico e io sono ancora in accappatoio”. Però almeno ha il fascino dell’intellettuale.

Nel 2008 si è pubblicato da solo una specie di libro d racconti umoristici , “Una Grande Famiglia”, tuttora in commercio, al solo scopo di metterlo in libreria insieme ai libri degli scrittori veri e vedere l’effetto che fa. Fa ridere. Non il libro, l’effetto che fa. Ne ha vendute una quindicina di copie, una quindicina in più rispetto alle sue più rosee previsioni (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/13381/una-grande-famiglia/).

Per il resto, si occupa di tecnologia, innovazione e startup. Questo non fa ridere, è vero, ma solo perché non lo avete visto al lavoro. SaTiroMancino è una delle cose più serie a cui si sia mai dedicato. Per dire.